COME
SI E’ ARRIVATI
ALLA COMUNIONE SULLA MANO ?
Nel 16o secolo, i riformatori protestanti,
nel loro nuovo culto cristiano ristabilirono
... trasformare il pane ed il vino nel Corpo
e nel Sangue di Nostro Signore, non può benedire, non può
perdonare i peccati, non può, in una parola, fare niente che non possa fare un
qualsiasi semplice laico. Egli, dunque, non è veicolo di grazia soprannaturale.
Il ristabilimento protestante della Comunione nella mano fu
un semplice modo per manifestare il rifiuto di credere nella reale presenza di
Cristo nell’Eucarestia, rifiuto del Sacerdozio
Sacramentale, in breve il loro modo di rifiutare l’intero Cattolicesimo.
Da quel momento in avanti,
Era una pratica palesemente anticattolica, fondata sulla negazione della reale
presenza di Cristo nell’Eucarestia e del Sacerdozio.
Dopo il Vaticano II, in Olanda, alcuni preti cattolici di mentalità protestante
cominciarono a dare
Papa Paolo VI promulgò allora, il 28 maggio 1969, il documento Memoriale Domini
in cui affermava testualmente :
1) I Vescovi del mondo sono
unanimemente contrari alla
Comunione sulla mano.
2) Deve essere
osservato questo modo di
distribuire
Comunione
3)
chi si comunica.
4) Ogni innovazione può portare all’irriverenza ed alla
profanazione dell’Eucarestia, così come può intaccare
gradualmente la dottrina corretta.
Il documento afferma inoltre : Il Supremo Pontefice
giudica che il modo tradizionale ed antico di amministrare
Ciò finì a vantaggio dei sostenitori della Comunione nella mano. E si deve sottolineare che l’Istruzione diceva dove l’abuso si è già
consolidato. Così i Paesi, in cui la pratica non si era sviluppata, furono
ovviamente esclusi dalla concessione e tutti i Paesi anglofoni,
compresi gli Stati Uniti, finirono in questa categoria.
Naturalmente il clero di mentalità protestante in altri Paesi (compreso
il nostro) concluse che, se questa ribellione poteva
essere legalizzata in Olanda, poteva essere legalizzata ovunque. Pensarono che,
ignorando il Memoriale Domini e sfidando la legge liturgica della
Chiesa, questa ribellione non solo sarebbe stata tollerata, ma alla fine
legalizzata. Questo fu esattamente ciò che accadde, ed ecco perché abbiamo oggi la pratica della Comunione sulla mano.
La Comunione sulla mano, quindi, non solo fu avviata nella disobbedienza, ma fu
perpetuata con l’inganno. La propaganda, negli anni ’70, fu usata per
proporre
1) Davano ai cattolici la falsa impressione che il Vaticano II avesse
fornito una disposizione per l’abuso, quando, di fatto, non vi è accenno in
nessuno dei documenti del Concilio.
2) Non dicono al lettore che la pratica fu avviata
da un clero di mentalità filoprotestante e filomassone, in spregio alla Legge liturgica stabilita, ma
la fanno suonare come una richiesta da parte del laicato.
3) Non chiariscono al lettore che i Vescovi del mondo, quando fu sondata
la loro opinione, votarono unanimemente contro
4) Non fanno riferimento al fatto che il permesso doveva essere solo una
tolleranza dell’abuso, laddove si fosse già instaurato nel 1969. Non vi era una
via libera perché si diffondesse ad altri Paesi come l’Italia e gli Stati
Uniti, ecc.
Siamo ora arrivati al punto in cui
É dunque evidente che nessun prete può essere legittimamente forzato ad
amministrare
Nella sua Lettera Dominae Cenae
del 24 febbraio 1980, il Papa riaffermò gli insegnamenti della Chiesa che
toccare le Sacre Specie e amministrarLe
con le proprie mani è un privilegio dei consacrati. Ma, per un qualsivoglia
motivo, questo documento del 1980 non conteneva nessuna minaccia di sanzioni
contro laici, sacerdoti o vescovi che avessero ignorato
la difesa dell’uso della comunione sulla lingua come voleva il Papa. Una
legge senza una pena non è una legge, ma bensì un
suggerimento. Il documento di Giovanni Paolo II fu accolto da diversi
membri del clero dei paesi dell’occidente, come
un suggerimento non apprezzato e purtroppo trascurato…
di Don Marcello Stanzione