COME SONO NATI I TESTIMONI DI
GEOVA
Un giovane commesso di negozio di 24 anni udì un giorno
del
Il giovane, CARLO RUSSEL, ne rimase sconvolto: sia per
l'audacia del negatore, sia ancor più per la propria ignoranza della Bibbia,
che gli impediva di confutare l'avversario.
Si procurò quindi una Bibbia e, senza la guida di alcuno,
si mise a leggerla e ad interpretarla.
La sua fantasia fu scossa da alcune frasi che
profetizzavano la fine del mondo; inoltre gli parve di scorgere colui che
Il difetto principale di Russel fu di LEGGERE
Per meglio diffondere le sue idee Russel iniziò quasi
subito, nel
Tuttavia, finché la scadenza delle profezie non era
ancora arrivata, Russel si trovò circondato da uno stuolo di fedeli che
vedevano in lui un nuovo profeta biblico e che pubblicamente lo acclamavano
come "il più grande uomo vissuto dopo San Paolo" (H.C. Mc Ginnis, I
Testimoni di Geova, in "Fides", 1941, pag. 372; G. Herbert S.J., Les
Témoins de Jéhovah, Bellarmin, Montreal, 1960, pag. 43).
In realtà le cose stavano un po' diversamente. Russel era
tutt'altro che un San Paolo: quando egli divorziò dalla moglie, il Tribunale di
Pittsburg così si espresse nella sentenza di divorzio: "L'ostinato egoismo
del Russel, la continua lode di se stesso e la continua prepotenza sono tali da
rendere la vita un vero peso intollerabile per qualunque donna di sensibilità
cristiana" (Francesco Spadafora, Pentecostali e TestimonidiGeova, IPAG,
Rovigo, 1975, pag. 200. Il libro è un'ottima confutazione dei Testimoni di
Geova dal punto di vista biblico).
Alla morte di Russel, avvenuta nel 1916, subentrò come
capo del movimento J.F. RUTHERFORD, soprannominato "il giudice"
perché aveva difeso Russel nelle numerose cause intentategli dai suoi ex-fedeli
per gli inganni subiti circa la data della fine del mondo.
Rutherford asseriva che l'anima del defunto Russel era
entrata in lui (H.C. Mc Ginnis, art. cit. pag. 372; G. Herbert S.J, op. cit.
pagg. 47-48), ed elaborò subito, per evitare lo sfaldamento del Movimento, una
sua personale dottrina che modificava alquanto quella del maestro, e che
diffuse in innumerevoli opuscoli e in un suo libro intitolato "
Nel 1931, Rutherford diede al Movimento il nome che porta
a tutt'oggi: TESTIMONI DI GEOVA. "Geova" è una lettura storpiata del
nome di Dio, "Jahvè", che si trova nella Bibbia (Secondo i Testimoni
di Geova "Dio" è nome comune anche agli dèi falsi. Ma il Dio vero ha
un suo nome proprio che è appunto "Geova", e perciò deve essere
chiamato "Geova-Dio". [La verità che conduce alla vita eterna,
Brooklyn, 1968, pagg. 17-19]).
A Rutherford successe NATHAN KNORR che oggi (1976) dirige
il Movimento dai grattacieli di Brooklyn, ove ha sede la centrale
propagandistica dei Testimoni di Geova.
Anche Knorr fu costretto a ridimensionare e modificare le
predizioni del suo predecessore, e credette opportuno, reso saggio dal passato,
di non fissare date precise per la fine del mondo.
Suo impegno principale fu il potenziamento della
propaganda: da Brooklyn una radio trasmittente dà programmi per sei ore al
giorno, e da Brooklyn partono milioni e milioni di volumi per tutto il mondo.
Qui vi è pure la redazione e il centro stampa di due quindicinali: "
FRED W. FRANZ (1893-1992) fu eletto presidente nel 1977
alla morte di Knorr.
Dopo gli studi superiori si iscrisse alla facoltà di
lettere dell'Università di Cincinnati, ma interruppe gli studi per associarsi
alla Congregazione degli studenti biblici. Avendo comunque acquisito alcune
conoscenze di latino e greco partecipò nel 1946 alla Traduzione del Nuovo Mondo
delle Scritture, che costituisce l'unica Bibbia considerata valida dai
Testimoni di Geova.
Egli si espresse in modo più cauto rispetto ai suoi
predecessori, cercando di mantenere i suoi seguaci uniti in attesa della
"fine del mondo", questa volta non sbilanciandosi con date. Sotto la
sua direttiva fu incrementata l'opera di pubblicazione della letteratura del
gruppo.
Il suo mandato fu oscurato, però, dalla diserzione di suo
nipote Raymond Victor Franz dal Corpo Direttivo della Società Watch Tower,
decisa in seguito alla sua scoperta di irregolarità sulla traduzione delle
Scritture e sulle dottrine promulgate dalla Società. Egli ha raccontato le sue
esperienze nel libro Crisi di coscienza.