I CINQUE MESSAGGI RICEVUTI DA ROSA LAMPARELLI  

1°messaggio

Era il 6 gennaio 1959, solennità dell'Epifania del Signore. Alle ore 6,50, nella chiesa di Santa Caterina, un lampo solforante guizzò nel presbiterio e, dall'abside, si dileguò alle spalle della statua dell'Immacolata Concezione. Rosinella capì subito che si trattava di un segno divino e fissò a lungo la statua della Madonna. Ad un tratto la vide animarsi ... non credeva ai propri occhi!

La Vergine disgiunse le mani e con un gesto l'invitò ad avvicinarsi alla balaustra. Dopo essersi segnata, Rosinella, estatica, recitò l'Ave Maria. La Madonna poggiò la mano destra sul cuore e la sinistra sulla fronte. Poi, con voce compassionevole, comincio a parlare:

"Figli miei, poveri figli miei. Come vi compiange la vostra cara Mamma!". 

"Perché, Madonna, ci compiangi?" - chiede Rosinella.

"Perché l'uragano sta alle porte".

"Alle porte della città?"

"No, alle porte di tutti i cuori e di tutte le volontà. L'Eterno Genitore è pronto, col suo sguardo minaccioso, ad annientarvi. Verrà la guerra, verrà la fame, verrà la peste e voi tutti, come fieno, sarete falciati. Figli miei, non ve ne state con le braccia conserte. Svegliatevi dal sonno in cui dormite, perché anche per voi avanza la notte della sciagura. I lupi entreranno in mezzo agli agnelli e faranno strage. Pochi rimarranno. Preparatevi a sostenere una lotta insormontabile".

"Si, Madonna. Insieme a me ci sono ancora tanti sacerdoti, religiosi, suore, e uomini e donne di Azione Cattolica".

"Siete in pochi, figlia mia,. Siete come un fiore tra le mie mani, che non riesce a far sentire il suo profumo, perché è tanto debole".

"E che vuoi che facciamo?".

"Vorrei che questa chiesa e tutte le chiese del mondo restassero aperte, da mattina a sera. Vorrei che tutti i miei figli si inginocchiassero davanti alle mie immagini e recitassero centinaia, migliaia, milioni di Rosari, tanti quanti sono i flagelli che stanno per abbattersi. Raccomanda ai miei figli prediletti, i sacerdoti, di accogliere questo messaggio, di farlo girare di casa in casa, ovunque. Figlia mia. Quanto marciume c'è in questo mondo! Quando marciume! E' necessario che venga premuto come uva sotto il torchio. Dopo la premitura uscirà sangue buono".

"Madonna mia. Ti raccomando il Santo Padre Giovanni XXIII. Conservalo a lungo in mezzo a noi".

"Poco tempo ancora durerà il suo papato. In questo poco tempo dovrà rivedere due cose del capitolo decimo terzo del Nuovo Testamento e mettere fuori la rivelazione del mio divin cuore. Poi, adagiato all'ombra di esso, si addormenterà".

"Cosa possono sperare coloro che si trovano qui, in chiesa, e che con me hanno pregato?".

"Tutti coloro che con te hanno pregato saranno da me protetti in vita, assistiti in morte. Dopo la loro morte scenderò nel purgatorio e li porterò con me in paradiso".

Rosinella rimase turbata e commossa. Recitò l'Ave Maria, si fece il segno della Croce e tornò al suo posto. Alcuni dei presenti, che avevano visto insieme a lei guizzare nell'aria il bagliore del lampo, le fecero tante domande.

Ella non rispose. Aveva bisogno di riflettere, di meditare. E si immerse in silenziosa preghiera. Qualche ora dopo, a casa, fece annotare su di un quaderno le parole della Vergine, che già le si erano impresse, a caratteri indelebili, nella mente e nel cuore. Bisognava divulgare il "messaggio" per il bene delle anime, ma con cautela, evitando i fanatismi, facili ad insorgere in simili circostanze.

La Madonna aveva usato un linguaggio apocalittico per risvegliare i cuori degli uomini, per esortare tutti alla preghiera. Ora toccava a lei diffonderlo!

Grazie alla sua solerzia, il "messaggio" cominciò a "girare", "di casa in casa". Era il primo di una serie che, nella chiesa di Santa Caterina, per cinque mesi consecutivi, Rosinella ebbe in circostanze analoghe.

 

                                                                              2° messaggio

 

Rosa e la Madonna   

Il 2 febbraio 1959, alle ore 6.50, la statua della Vergine, inondata dalla luce del lampo, si animò ancora. Rosinella, recitando un'Ave, si avvicinò alla balaustra e, prima di ricevere il secondo messaggio, chiese a Maria:

"Madonna, tu nel primo messaggio hai detto che verrà la guerra. A noi questo fa paura!".

"Se a voi questo fa paura" - rispose la Madre di Dio - "all'Eterno Genitore fanno paura i peccati dell'umanità. Perciò Egli alza la frusta!".

"Quando verrà questa guerra?".

"Quando per sei volte queste rose innanzi a me fioriranno".

"Allora fra sei anni?".

"Quando per 2195 volte il sole si abbasserà. All'alba del giorno dopo si scatenerà la bufera. L'Oriente andrà verso l'Occidente. Tutti e due si incontreranno, si cozzeranno, si fracasseranno. Pochi attimi di sosta, poi si alzeranno, si riprenderanno e volgeranno il passo verso mezzogiorno. Lì sarà la conclusione di una giornata tempestosa, figlia mia. Che orrore! Che orrore! I morti non si conteranno. Cadranno ammassati come cadde la manna, nel Vecchio Testamento. La storia, in venti secoli, non ha mai scritto una pagina così luttuosa".

"E quando durerà questa guerra?".

"Questa guerra durerà dalla mattina alla sera. Che devastazione! Che sconquasso vi sarà alla prima ondata! La parte più nobile e più bella rasa al suolo. Verrà la seconda, più spietata della prima. La fame, la cosa più terribile che può esistere, ingoierà tutto, anche le pietre. Verrà poi la terza ondata e farà il rastrellamento. Ogni casa diverrà un macello, ogni piazza un cimitero. Pregate, pregate affinché queste cose non avvengano di sera".

 

                                                                            III° messaggio

Rosa e la Madonna

Il 3 marzo 1959, alle ore 6.30, nella solita chiesa Rosa Lamparelli ebbe il terzo "messaggio":

"Figlia mia, ieri parlai a Lourdes ad una generazione non buona. Chiamai tutti alla prudenza. Oggi parlo qui ad un'altra generazione non più buona di quella di ieri e chiamo voi alla preghiera".

La pia "veggente" chiese alla Madonna quale preghiera voleva fosse fatta. Questa fu la risposta:

"La preghiera più bella che può fiorire sulle labbra di un cristiano è l'Ave Maria. Ad ogni Ave aggiungerete questa invocazione:

O Maria lacrimosa

ai piedi della Croce

tu pregasti il Redentore

per la salvezza dei peccatori.

O Maria, prega per noi!

Con questa preghiera ognuno di voi farà una barriera. Li rifugiatevi e quando si scatenerà la bufera, non temete che neppure un capello vi verrà toccato. Lourdes e Lucera: ne ho fatto una cosa sola perché a tutte e due ho svelato gli arcani del Padre mio. A Lourdes ho fatto scaturire una fonte d'acqua viva. Quelli che vi si tuffano hanno la vita".

"E qui cosa farai scaturire?" - interruppe Rosinella.

"Da queste mani scaturirà una sorgente di grazie. Di' ai miei figli che sono stati colpiti dalla sventura, che venissero ai miei piedi, con fede viva. Poggiassero le loro membra vicino alle mie mani ed avranno la vita. Formate una crociata di cuori giovani e fate la sentinella a questo mio Cuore. In mezzo a voi mi sono fermata. I miei piedi in questa chiesa ho poggiato. I miei occhi a voi hanno lasciato ed il faro luminoso nella vostra Lucera ho lasciato". 

 

                         IV° Messaggio

 Il 6 aprile 1959, alle ore 6.30, la Madonna apparve di nuovo a Rosinella. Poiché quest'ultima, per un attimo esitò a muoversi, la Vergine, con un cenno della mano, l'invitò ad avvicinarsi e le comunicò il quarto messaggio:

"Figlia Mia, quando la Mamma parla è necessario che i figli stiano vicino alle sue ginocchia. Io e voi siamo una cosa sola, perché siete stati plasmati con la stessa Carne e con lo stesso Sangue. Oh, quando è grande il mio amore per voi! Ma più grandi sono i miei affanni nel vedere, giorno per giorno, come vi incamminate verso la deriva".

"Madonna, io volevo venire vicino a te, ma c'era qualcosa che mi tratteneva" - rispose per giustificarsi Rosinella.

"L'Eterno Genitore" - riprese la Vergine - "neppure per un attimo si trattenne per mandare il suo Figlio Unigenito. Lo concepì nel mio seno e gli affidò l'incarico della redenzione. Niente e nessuno ti deve trattenere dal rivelare a tutti ciò che da me hai udito. Parla, figliuola, non temere, perché questo è il mangime vivificatore per l'umanità".

"io vorrei parlare, ma nessuno mi ascolta né presta fede alle mie parole. Da te vogliono segni tangibili" - precisò la "veggente".

"In una creatura, le virtù non si vedono nella sua bellezza, né nelle sue fattezze, ma da ciò che esce dalle sue mani. Fino a questo momento nessuno si è avvicinato a toccarmi" - aggiunse la Madre di Dio.

"Chi mai può venire a toccarti se nessuno sa quello che racchiude questa tua immagine? E che succederà in questa chiesa quando io avrò parlato?" - chiese Rosinella.

"Succeda quel che succeda!" - rispose la Madonna - "Questa è la volontà mia. Che cosa aspettano i miei figli? Restaurassero questa chiesa. Qui verrà a migliaia la gente. Sul frontespizio della porta scrivessero: Questa è la casa di Maria. Qui guariscono gli infermi!

Quante conversioni e quante guarigioni ci saranno. I lupi spietati, qui, davanti a me, piegheranno le loro ginocchia e a calde lagrime piangeranno le loro colpe, perché qui troveranno la vera vita".

                                       

                                Messaggio

 

Il 5 maggio 1959 la chiesa di Santa Caterina era gremita. Alle ore 6.20 Rosa Lamparelli, dopo il segno della croce, una giaculatoria e un'Ave Maria, ebbe dalla Vergine il quinto messaggio:

"Figlia mia, sono cinque volte che ti parlo con tanto amore. Ma il mio amore non è amato!".

"Madonna, noi ti amiamo. Tu sei la Regina dei nostri cuori!" - assicurò con slancio Rosinella.

"Il vostro amore" - rilevò la Mamma Celeste - "è come una notte senza luna e senza stelle. Oh, come vi siete smarriti in questo mondo tenebroso!

Avete bisogno di luce, per schiarire le vostre menti, e di calore, per infiammare i vostri cuori".

"Solo tu ci puoi dare questa luce e questo calore, o Mamma!" - interruppe Rosinella.

E la Mamma: "Piano piano incomincia a parlare a questo mondo sconvolto. Le tue parole saranno un fermento vivificatore che dove arriva fa la massa. Parla a Giovanni XXIII. Digli di allargare le sue braccia per abbracciare tutti i figli che raminghi vanno per il mondo. Spalancasse le chiese, riempisse i confessionali, predicasse alla gente la penitenza, perché ognuno ha colpa di tante scelleratezze. L'ora sta per suonare!".

"Noi ti preghiamo, Mamma, affinché quest'ora non venga mai" - supplicò Rosinella.

Allora la Madonna, alzando le mani e lo guardo verso il Cielo, così pregò:

"Figlio mio, non alzare la tua mano per abbattere questi figli, ma abbassala per dare loro una carezza. Non aprire la tua bocca per lanciare la sentenza, ma di' loro che c'è un Cuore che li ama e un Padre che li aspetta!".

Il colloquio ebbe termine.

L'animo della "veggente" lucerina era pieno di speranza.