INTERVISTA PROIBITA A MONS: LEFEBVRE
Introduzione
La seguente intervista con l'Arcivescovo sarebbe stata pubblicata nel 1978
dalla Catholic Press se
(Un sentito ringraziamento a “SPL”, 300 Independence Ave., S.E., Washington,
D.C. 20003)
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Lei ha dibattuto e preso parte alle deliberazioni del Concilio Vaticano
II, vero?
Sì.
Non firmò e non accettò le decisioni di questo Concilio?
No. Innanzitutto io non ho firmato tutti i documenti del Vaticano II a causa
degli ultimi due atti. Il primo, riguardo la “Religione e Libertà” [“La libertà
religiosa” (Dich. Conc. «Dignitatis Humanae») – n.d.t. ] non l’ho
firmato. neppure l'altro, quello de “
Lei è noto non solo per non firmare i documenti, ma anche per opporvisi
pubblicamente?
Sì. In un libro che ho pubblicato in Francia accuso il Concilio di errore su
queste risoluzioni, e ho fornito tutti i documenti con i quali attacco la
posizione del Concilio, principalmente le due risoluzioni sulle questioni della
libertà religiosa e de “
Perché lei è contro queste deliberazioni?
Perché queste due decisioni sono ispirate da una ideologia liberale tale e
quale ce la descrissero i papi di sempre, sarebbe a dire, una libertà religiosa
così come intesa e promossa dai Massoni, gli umanisti, i modernisti e i
liberali.
Cosa obietta loro?
Questa ideologia dice che tutte le culture sono uguali, tutte le religioni sono
uguali, che non c’è una sola vera fede. Tutto ciò conduce quell’abuso ed errore
che è la libertà di pensiero. Tutti questi errori sulla libertà, che sono stati
condannati in tutti i secoli da tutti i papi, ora sono stati accettati dal
Concilio Vaticano II.
Chi pose queste particolari decisioni all’ordine del giorno?
Credo ci fossero dei cardinali, assistiti da esperti teologici, che aderivano
alle idee liberali.
Chi, per esempio?
Il Cardinale [Giuseppe] Frings dalla Germania, il Cardinale [Franz] Koenig
[dall'Austria]. Questi personaggi si erano già riuniti e avevano già discusso
queste risoluzioni prima del Concilio, e il loro preciso scopo era quello di
fare un compromesso col mondo secolare, di introdurre le idee illuministe e
moderniste nella dottrina della Chiesa.
C’erano dei Cardinali americani che sostenevano queste idee e
risoluzioni?
Non ricordo ora i loro nomi, ma ce n’erano alcuni. Comunque, una forza
trainante a favore di queste risoluzioni fu Padre John Courtney Murray.
Che ruolo ha avuto?
Ha svolto un ruolo molto attivo nel corso di tutte le deliberazioni e la
redazione di questi documenti.
Lei fece presente al Papa [Paolo VI]
Io ho parlato al Papa. Ho parlato al Concilio. Ho fatto tre interventi
pubblici, due dei quali depositati presso la segreteria. C’erano perciò cinque
interventi contro queste decisioni del Vaticano II. Infatti, l'opposizione
condotta contro queste decisioni fu tale che il Papa tentò di istituire una
commissione allo scopo di conciliare le parti opposte all'interno del Concilio.
Ne dovevano far parte tre membri, uno dei quali ero io.
Quando i cardinali liberali videro che il mio nome era in questa commissione,
andarono a trovare il Santo Padre e gli dissero senza mezzi termini che non
avrebbero accettato questa commissione e che non avrebbero accettato la mia
presenza in questa commissione. La pressione sul Papa fu tale che egli rinunciò
all'idea.
Io ho fatto tutto ciò che potevo per fermare queste decisioni, che giudico
contrarie e distruttive della Fede cattolica. Il Concilio fu convocato
legittimamente, ma allo scopo di diffondere tutte queste idee.
Ci furono altri Cardinali che La sostennero?
Sì. C’era Cardinale [Ernesto] Ruffini [di Palermo], il Cardinale [Giuseppe]
Siri [di Genova] e il Cardinale [Antonio] Caggiano [di Buenos Aires].
Ci furono dei vescovi che La sostennero?
Sì. Molti vescovi sostennero la mia posizione.
Quanti vescovi?
Ci furono più di 250 vescovi. Costoro si erano anche costituiti in un gruppo
allo scopo di difendere la vera Fede cattolica.
Cosa ne è stato di tutti questi sostenitori?
Alcuni sono morti; altri sono sparsi per il mondo; molti ancora mi sostengono
nei loro cuori, ma hanno paura di perdere una posizione che pensano possa
essere utile in un secondo momento.
Qualcuno La sta sostenendo oggi [1978]?
Sì. Per esempio, il Vescovo Pintonello dall'Italia, il Vescovo De Castro Mayer
dal Brasile. Molti altri vescovi e cardinali spesso mi contattano per
esprimermi il loro appoggio, ma al momento desiderano rimanere anonimi.
Per quanto riguarda quei vescovi che non sono liberali, ma Le si
oppongono e La criticano?
La loro opposizione è basata su un’idea imprecisa sull’obbedienza al papa. È,
forse, un'obbedienza in buona fede, che potrebbe essere riconducibile all'obbedienza
degli ultramontani del secolo scorso, obbedienza che allora era buona perché i
papi erano buoni. Tuttavia oggi è un’obbedienza cieca che ha poco a che fare
con la pratica e l'adesione alla vera Fede cattolica.
In questo momento è importante ricordare ai cattolici di tutto il mondo che
l'obbedienza al papa non è una virtù primaria. La gerarchia delle virtù parte
dalle tre virtù teologali di Fede, Speranza e Carità, seguite dalle quattro
virtù cardinali di Giustizia, Temperanza, Prudenza e Fortezza. L'obbedienza è
un derivato della virtù cardinale della Giustizia. Perciò è ben lungi
dall’essere classificata prima nella gerarchia delle virtù.
Alcuni vescovi non vogliono dare la minima impressione di disobbedire al Santo
Padre. Io capisco come si sentono. E’ chiaro che sia molto spiacevole, se non
molto doloroso.
Suppone che il Santo Padre accetti queste particolari idee?
Sì. Le accetta. Ma non è solo il Santo Padre. È una tendenza generale. Le ho
menzionato alcuni cardinali coinvolti in queste idee. Più di un secolo fa,
società segrete, Illuminati, umanisti, modernisti e altri, di cui noi ora
abbiamo tutti i testi e le prove, si stavano preparando per un Concilio
Vaticano in cui avrebbero infiltrato le loro proprie idee per una chiesa
umanista.
Crede che alcuni cardinali potrebbero essere stati membri di tali società
segrete?
Non è una questione molto importante, in questo momento, se lo sono stati o no.
Quello che è importante e grave è che, a tutti gli effetti, essi agiscono come
se fossero emissari o servitori di società umaniste segrete.
Secondo lei questi cardinali hanno aderito deliberatamente a tali idee o
vi erano inclinati da informazioni sbagliate o furono imbrogliati o un insieme
di tutto ciò?
Io penso che le idee umaniste e liberali si diffusero in tutto il XIX e XX
secolo. Queste idee secolari furono propagate dappertutto, nei governi come
nella chiese. Queste idee sono penetrate nei seminari e in tutta
Questo è il motivo per cui s’incontra l’influenza liberale, che è penetrata in
tutti gli strati della vita secolare nel corso degli ultimi due secoli, fin
dentro
Sta dicendo che il Papa è un liberale?
Il Papa non ha mai negato di essere un liberale.
Quando il Papa ha detto di essere un liberale?
Il Papa ha affermato in molte occasioni di essere favorevole alle idee
moderniste, favorevole a un compromesso con il mondo. Secondo le sue stesse
parole, è stato necessario “gettare un ponte tra
Il Papa ha detto che era necessario accettare le idee umaniste, che era necessario
discutere tali idee; che era necessario dialogare.
In questo momento è importante ricordare che il dialogo è contrario alla
dottrina della Fede cattolica. Il dialogo presuppone l‘incontro di due parti
uguali e opposte; perciò, in nessun modo [il dialogo] potrebbe avere qualcosa a
che fare con
Lei ha affermato di conoscere la ragione odierna del calo di
frequentazione della chiesa e della mancanza di interesse verso
Non direi che il Vaticano II avrebbe prevenuto quello che sta accadendo nella
Chiesa oggi. Le idee moderniste sono penetrate dappertutto per molto tempo e
ciò non è stato un bene per
L'idea che tutte le verità sono uguali, tutte le religioni sono uguali, di
conseguenza tutte le morali hanno pari dignità, che ogni coscienza è a modo suo
valida, che ognuno può giudicare teologicamente quello che può fare, tutte
queste sono idee umaniste di lassismo totale senza alcuna disciplina di
pensiero, che conducono alla posizione che ognuno può fare come vuole. Tutto
ciò è assolutamente contrario alla nostra Fede cattolica.
Lei ha detto che la maggior parte di questi consiglieri teologici ed
esperti fingono soltanto di rappresentare la maggioranza del popolo, che in
realtà il popolo non è realmente rappresentato da questi teologi liberali.
Potrebbe spiegare?
Con “maggioranza del popolo” intendo tutte le persone che lavorano onestamente
per vivere. Voglio dire le persone coi piedi per terra, le persone di buon
senso a contatto col mondo reale, il mondo durevole. Costoro sono la
maggioranza delle persone, che preferiscono le tradizioni e l’ordine al caos.
C’è un movimento di tutte queste persone in tutto il mondo, che sta lentamente
coagulandosi in opposizione totale a tutti i cambiamenti che sono stati fatti
in nome loro, alla loro religione.
Queste persone di buona volontà sono state così traumatizzate da questi
cambiamenti drammatici che ora sono riluttanti a frequentare la chiesa. Quando
vanno in una chiesa modernista, essi non trovano il sacro, il carattere mistico
della Chiesa, tutto ciò che è veramente divino. Ciò che conduce a Dio è divino
e loro non incontrano più Dio in queste chiese. Perché dovrebbero recarsi in un
luogo dove Dio è assente?
I fedeli percepiscono ciò molto bene e i cardinali liberali e i loro consulenti
hanno seriamente sottovalutato la lealtà della maggioranza dei fedeli alla loro
vera Fede. Come [altro] si può spiegare che, non appena apriamo una cappella o
una chiesa tradizionale, la gente accorre da ogni dove? Abbiamo solo posti in
piedi. Le Messe si succedono tutto il giorno per far partecipare tutti i
fedeli. Perché? Perché essi ritrovano ciò di cui hanno bisogno: il sacro, il
mistico, il rispetto per il sacro.
Per esempio, ho assistito in aeroporto a questa scena: diverse persone che non
erano lì per incontrare me, accostarsi ai sacerdoti che erano lì per me,
stringer loro la mano, ed erano estranei totali! Perché? Perché quando le
persone trovano un prete, un vero prete, un prete che si comporta come prete,
che veste come un prete, immediatamente sono attirate da lui e lo seguono.
Questo accade qui negli Stati Uniti, accade in Europa e dappertutto nel mondo.
Gente in strada che va a salutare un sacerdote; vengono dal nulla solo per
congratularsi con lui e dirgli come sono contenti di vedere un vero e proprio
sacerdote, come sono contenti che ci siano ancora dei preti.
Sta dicendo che l’abito e la tonaca fanno la differenza nella qualità del
prete?
Tonache e abbigliamento sono, ovviamente, solo un simbolo, ma è da ciò che
questo simbolo rappresenta che le persone sono attirate, non, ovviamente, il
simbolo stesso.
Perché voi date tanta importanza ai rituali della Massa Tridentina?
Noi certamente non insistiamo sui rituali solo per motivi di rituale, ma
soltanto come simbolo della nostra fede. In tale contesto siamo convinti che
sono importanti. Comunque è la sostanza e non i riti della Messa Tridentina che
sono stati rimossi (n.d.r.: il Papa Paolo VI, non appena promulgò la nuova
Messa, ammise che
Potrebbe essere più specifico?
Le nuove preghiere dell’Offertorio non esprimono la nozione cattolica del
sacrificio. Esse esprimono semplicemente il concetto di una mera condivisione
del pane e del vino. Per esempio,
Perché dà tanta importanza alla Messa latina piuttosto che alla Massa in
vernacolo approvata dal Concilio Vaticano II?
Da un lato, questa domanda sul latino nella Messa è una questione secondaria,
sotto alcuni punti di vista. Ma da un altro aspetto è una domanda molto
importante. È importante perché è un modo per fissare il linguaggio della
nostra Fede, il dogma cattolico e la dottrina. È un modo per non cambiare la
nostra Fede, perché nelle traduzioni che toccano le parole latine, non si
rendono esattamente le verità della nostra Fede, così come espressa ed
incarnata nel latino. È davvero molto pericoloso, perché poco a poco si può
perdere
Potrebbe farmi un esempio?
Sì. Per esempio, in lingua volgare si dice che il Preziosissimo Sangue è stato
versato “per tutti”, quando nel testo latino (anche l'ultimo testo latino
riveduto) si dice che il Preziosissimo Sangue è “per molti” e non “per tutti”. Tutti
è certamente diverso da molti. Questo è solo un piccolo esempio che
dimostra le imprecisioni delle traduzioni attuali (n.d.r.: molti papi hanno
spiegato la differenza di dottrina: “per tutti” significa la sufficienza del
Sangue di Cristo per salvare tutti, ma nell'Ultima Cena Egli scelse a buon
ragione di dire “per molti”, riferendosi all'efficienza del Suo Sangue Prezioso
che, attraverso
Potrebbe citare una traduzione che contraddica effettivamente il dogma
cattolico?
Sì. Per esempio, nel testo latino
Il latino è anche importante per mantenere l'unità della Chiesa, perché quando
si viaggia, e le persone viaggiano sempre più all’estero oggigiorno, è
importante per loro trovare la stessa eco che essi hanno sentito da un
sacerdote a casa, sia negli Stati Uniti, Sud America, Europa, o qualsiasi altra
parte del mondo.
Essi sono a casa in qualsiasi chiesa (cattolica). È la loro Massa cattolica che
si sta celebrando. Essi hanno sempre sentito le parole latine sin
dall'infanzia, i loro genitori prima di loro sempre e i loro nonni prima di
loro. Si tratta di un marchio che identifica la loro Fede. Ora, quando vanno in
una chiesa straniera, essi non capiscono una parola. Gli stranieri che vengono
qui non capiscono una parola. Qual è il vantaggio di andare ad una Messa in
inglese, italiano o spagnolo se nessuno può capire una parola?
Ma la maggior parte di queste persone non capirebbero ancor meno il
latino? Qual è la differenza?
La differenza è che il latino della Messa cattolica è sempre stato insegnato
tramite l’istruzione religiosa sin dall'infanzia. Sono usciti vari libri
sull’argomento. È stato insegnato nel corso dei secoli; non è difficile da
ricordare.
Il latino è un'espressione esatta che è stata familiare a generazioni di
cattolici. Ogni qualvolta si ritrova il latino in una chiesa, immediatamente si
crea l'atmosfera corretta per l'adorazione di Dio. Esso è la lingua distintiva
della fede cattolica, che unisce tutti i cattolici del mondo, al di là della
loro lingua nazionale.
Essi non sono disorientati o confusi. Dicono: “Questa è la mia Messa, è
Ma si tratta di qualcosa di più profondo di un semplice cambio di lingua. Nello
spirito dell’ecumenismo, è un tentativo di creare un riavvicinamento (n.d.r.:
un'unione compromettente ed indegna) con i protestanti.
Che prove ha di ciò?
È piuttosto evidente, perché c'erano cinque protestanti (n.d.r.:
effettivamente sei ministri) che assistettero alla riforma della nostra
Liturgia. L'Arcivescovo di Cincinnati, che era presente durante questi lavori,
ha detto che non solo questi cinque protestanti erano presenti, ma anche che
essi presero una parte molto attiva nei dibattiti e parteciparono direttamente
alla riforma della nostra Liturgia.
Chi erano questi protestanti?
Erano ministri protestanti rappresentanti di sette protestanti diverse, i quali
furono chiamati da Roma per partecipare alla riforma della nostra Liturgia, il
che dimostra chiaramente che vi è stata un’intenzione volontaria in tutto ciò.
Essi erano il Dott. George, Canon Jasper, il Dott. Sheperd, il Dott. Smith, il
Dott. Koneth e il Dott. Thurian. Mons. Bugnini (n.d.r.: il principale autore
della nuova Messa) non nascose questo intento. Egli lo esternò molto
chiaramente. Disse: “Noi faremo una Messa ecumenica, così come abbiamo fatto
una Bibbia Ecumenica”.
Tutti ciò è molto pericoloso perché è la nostra Fede che viene attaccata.
Quando un protestante celebra la stessa Messa come facciamo noi, lui interpreta
il testo in un modo diverso, perché la sua fede è diversa. Perciò, è una Messa
ambigua. È una Messa equivoca. Non è più una Messa cattolica.
A quale Bibbia ecumenica si sta riferendo?
C'è una Bibbia ecumenica fatta due o tre anni fa che è stata riconosciuta da
molti vescovi. Io non so se il Vaticano l’abbia approvata pubblicamente, ma
certamente non l’ ha soppressa, perché si usa in molte diocesi. Per esempio,
due settimane fa il Vescovo di Friburgo, in Svizzera, ha avuto pastori
protestanti che hanno spiegato questa Bibbia ecumenica a tutti i bambini delle
scuole cattoliche. Queste lezioni erano le stesse per cattolici e protestanti.
Cosa ha a che fare questa Bibbia ecumenica con
Queste sono le assurdità a cui si arriva quando si segue la strada liberale.
Non solo, ma ora si arriva anche a buddisti e musulmani. Molti vescovi si sono
imbarazzati quando il messo papale è stato recentemente ricevuto in maniera
vergognosa dai musulmani.
Cos’è accaduto?
Non ricordo tutti i dettagli specifici, ma questo incidente è avvenuto a
Tripoli, in Libia, dove il rappresentante del papa ha voluto pregare con i
musulmani. I musulmani hanno rifiutato e hanno tirato dritto pregando nella
loro maniera, lasciando il rappresentante spiazzato, non sapendo cosa fare.
Questo dimostra l'ingenuità di questi cattolici liberali che pensano che sia
sufficiente andare a parlare con questi musulmani per far immediatamente
accettare loro un compromesso della propria religione.
Il solo fatto di voler avere a tal fine uno stretto rapporto con i musulmani
attira il disprezzo degli stessi verso di noi. È assodato che i musulmani non
cambieranno nulla della loro religione; è assolutamente fuori discussione.
Se i cattolici vanno ad equiparare la nostra religione con la loro, essi
ottengono solo confusione e disprezzo da parte loro, che interpretano ciò come
un tentativo di screditare la loro religione e non preoccuparsi della nostra
religione. Essi sono di gran lunga più rispettosi con coloro che dicono: “Io
sono un cattolico; non posso pregare con voi perché non abbiamo le stesse
convinzioni”. Questa persona è più rispettata dai musulmani in confronto a chi
sostiene che tutte le religioni sono uguali, che tutti crediamo le stesse cose,
che tutti abbiamo la stessa fede. Essi si sentono insultati da questi.
Ma il Corano non contiene versi commoventi di encomio verso Gesù e Maria?
L’Islam accetta Gesù come profeta e ha un grande rispetto per Maria, e questo
pone certamente l’Islam più vicino alla nostra religione rispetto, per esempio,
al Giudaismo, che è molto più lontano da noi. L’Islam è nato nel VII secolo e
ha tratto vantaggio, fino a un certo punto, degli insegnamenti cristiani di
quel tempo.
Il Giudaismo, al contrario, è l'erede dell’apparato* che ha crocifisso il
nostro Dio, ed i membri di questa religione, che non si sono convertiti a
Cristo, sono quelli che si sono opposti radicalmente al nostro Dio Gesù Cristo.
Per loro non è una questione qualunque riconoscere Nostro Signore. Su questo
punto loro sono in contrapposizione alla fondazione ed esistenza della vera
Fede cattolica.
Comunque, non possiamo essere entrambi nel giusto. O Gesù Cristo è il Figlio di
Dio e il Signore e Salvatore o non lo è. Si tratta di un caso dove non ci può
essere il minimo compromesso senza distruggere il fondamento stesso della Fede
cattolica. Questo non vale solo per le religioni che sono direttamente
contrarie alla divinità di Gesù Cristo come Figlio di Dio, ma anche per le
religioni che, senza opporsi a Lui, non Lo riconoscono come tale.
Quindi Lei è molto sicuro e dogmatico su questo punto?
Completamente dogmatico. Ad esempio, i musulmani hanno un modo molto diverso
dal nostro di concepire Dio. La loro concezione di Dio è molto materialistica.
Non è possibile dire che il loro Dio è come il nostro stesso Dio.
Ma Dio non è lo stesso Dio per tutte le persone del mondo?
Sì. Io credo che Dio è lo stesso Dio per l'universo intero, secondo
Perché Lei dà più importanza al Papa San Pio V che al Papa Paolo VI?
Dopotutto sono entrambi papi. Non accetta la dottrina dell'infallibilità
papale? Pensa che questa dottrina valga più per l’uno che per l’altro?
Constato che il Papa San Pio V ha voluto impegnare la sua infallibilità, perché
ha usato tutte le condizioni che tutti i papi hanno usato tradizionalmente e
generalmente quando hanno voluto manifestare la loro infallibilità. D'altra
parte Papa Paolo VI disse, egli stesso, che non ha voluto usare la sua
infallibilità.
Quando ha indicato ciò?
Lui ha indicato ciò non impegnando la sua infallibilità su alcuna questione di
fede, contrariamente a quanto hanno fatto tutti gli altri papi in tutta storia.
Nessuno dei decreti del Concilio Vaticano II fu pubblicato con il peso
dell'infallibilità. Inoltre, egli non ha mai impegnato la sua infallibilità in
merito alla Messa. Quando egli [Paolo VI] decise di permettere a questa nuova
Messa di essere affibbiata al fedele, egli non ha mai impiegato termini che
sono stati utilizzati da Papa San Pio V. Io non posso comparare i due atti di
promulgazione perché sono completamente diversi.
Papa Paolo VI ha mai detto di non credere nell’infallibilità papale?
No. In verità non ha mai detto questo categoricamente. Ma Papa Paolo VI è un
liberale e non crede nella fissità dei dogmi. Egli non crede che un dogma debba
rimanere immutato per sempre. Egli è per delle evoluzioni secondo i desideri
degli uomini. Egli è per i cambiamenti che hanno origine nelle fonti umaniste e
moderniste, ed è per questo che ha così tanta difficoltà nel fissare una verità
per sempre. Infatti è contrario ad agire così in prima persona ed è [stato]
molto a disagio ogni volta che questi casi si sono presentati. Questo
atteggiamento riflette lo spirito modernista. Il Papa, fino ad oggi, non ha mai
impiegato la sua infallibilità in materia di Fede e di Morale (n.d.r.: ciò
riguarda l’infallibilità solenne e straordinaria).
Ha affermato il Papa stesso di essere un liberale o modernista?
Sì. Il Papa ha manifestato questo nella stessa natura non dogmatica del
Concilio. L’ ha anche affermato chiaramente nella sua enciclica “Ecclesiam
suam”. Egli ha dichiarato che non voleva che le sue encicliche definissero le
questioni, ma che desiderava che fossero accettate come consiglio e potessero
portare ad un dialogo. Nel suo Credo, (n.d.r.: la celebre professione di
Fede conservatrice del “Credo nel popolo di Dio”, 1968) , disse che non
voleva impiegare la sua infallibilità, il che mostra chiaramente quali sono i
suoi orientamenti.
Lei pensa che questa evoluzione verso il dialogo le permetta di essere in
disaccordo con il Papa?
Sì. Dal punto di vista liberale loro dovrebbero, coerentemente, permettere
questo dialogo. Quando il Papa non usa la sua infallibilità in materia di Fede
e di Morale, si è molto più liberi di discutere le sue parole e i suoi atti.
Dal mio punto di vista, io sono obbligato ad oppormi a ciò che è successo,
perché sovverte gli insegnamenti infallibili dei papi più di 2.000 anni.
Comunque, io non sono favorevole a simili discussioni, perché non si può
seriamente discutere sulla verità della Fede cattolica. Quindi questo è davvero
un dialogo capovolto, a cui sono costretto.
Che cosa accadrebbe se il Papa improvvisamente utilizzasse la sua infallibilità
per ordinarle di obbedirgli? Che cosa farebbe?
Nella misura in cui il Papa impiega la sua infallibilità come successore di San
Pietro, in modo solenne, allora lo Spirito Santo non gli permetterebbe di
cadere in errore. Naturalmente seguirei il Papa.
Ma se il Papa invocasse la sua infallibilità per confermare i cambiamenti
cui lei ora si oppone, quale sarà il suo atteggiamento allora?
La questione non si pone neppure, perché, fortunatamente, lo Spirito Santo è
sempre lì, e lo Spirito Santo farebbe in modo che il Papa non usi della sua
infallibilità per qualche cosa che sarebbe contrario alla dottrina della Chiesa
cattolica. È per questa ragione che il Papa non impiega la sua infallibilità,
perché lo Spirito Santo non permetterebbe che tali cambiamenti avvengano sotto
l'imprimatur dell'infallibilità.
Che cosa succederebbe se ciò dovesse avvenire?
È inconcepibile, ma se accadesse,
Il fatto che Papa Paolo VI occupi il posto di San Pietro non è abbastanza
per lei per tener conto di ciò che il pontefice, come Vicario di Cristo sulla
terra, le chiede di fare, così come ad altri cattolici?
Purtroppo questo è un errore. Si tratta di un malinteso dell'infallibilità
papale, in quanto fin dal Concilio Vaticano I, quando il dogma
dell'infallibilità fu proclamato (1870), il papa era già infallibile. Questa
non è stata un'invenzione improvvisa. L'infallibilità venne compresa molto
meglio allora di quanto non lo sia ora, perché era risaputo che il papa non era
infallibile a priori su qualsiasi cosa.
Egli era infallibile solamente nelle questioni ben specifiche di Fede e Morale.
A quel tempo, molti nemici della Chiesa facevano tutto il possibile per
ridicolizzare questo dogma e propagare idee sbagliate. Ad esempio, i nemici
della Chiesa dicevano all'inconsapevole e all’ingenuo che se il papa avesse
detto che un cane era un gatto, era dovere dei cattolici accettare ciecamente
questa posizione, senza batter ciglio.
Naturalmente questa era un'interpretazione assurda e i cattolici lo sapevano.
Oggi gli stessi nemici della Chiesa, ora che serve al loro scopo, stanno
lavorando alacremente affinché qualsiasi cosa dica il papa venga accettato,
senza domande, come infallibile, più o meno come se le sue parole fossero
pronunciate da Nostro Signore Gesù Cristo stesso. Questa concezione, anche se
ampiamente promossa, è tuttavia completamente falsa.
L'infallibilità è estremamente limitata e attinente solo casi molto specifici
che il Vaticano I ha ben definito al dettaglio. Non è possibile dire che ogni
qualvolta il papa parla è infallibile. Il fatto è che questo Papa è un
liberale, che tutto questo andazzo liberale ha preso piede durante il Concilio
Vaticano II, e ha tracciato un sentiero che porta alla distruzione della
Chiesa; una distruzione che potrebbe avvenire da un momento all’altro.
Dopo che tutte queste idee liberali si sono infiltrate nei seminari, nei catechismi,
e in tutte le manifestazioni della Chiesa, ora mi si chiede di allinearmi con
queste idee liberali. Poiché non mi sono allineato con queste idee liberali che
distruggerebbero
Viene esercitata su di me una pressione enorme affinché mi allinei e accetti
questo orientamento della distruzione della Chiesa, un percorso che io non
posso seguire. Non accetto di essere in contraddizione con ciò che i papi hanno
affermato per XX secoli. O i miei sostenitori ed io obbediamo a tutti i papi
che ci hanno preceduto o obbediamo al Papa presente. Se lo facciamo [obbedire
al Papa presente, cioè Paolo VI], disubbidiamo poi a tutti i papi che ci hanno
preceduto. In conclusione finiamo per disubbidire alla Fede cattolica e a Dio.
Ma come i vescovi [di prima] obbedirono ai papi dei loro tempi, lei non
dovrebbe obbedire al papa di oggi?
I vescovi non devono obbedire agli ordini umanisti che contraddicono
Allora ha deliberatamente scelto di disobbedire all’attuale Papa?
È stato un esame di coscienza e una scelta dolorosa, perché gli eventi hanno veramente
portato alla scelta di disobbedire piuttosto che obbedire. Sto facendo questa
scelta senza dubbio o esitazione. Ho scelto di disubbidire al Papa attuale per
poter essere in comunione con 262 papi [precedenti].
La sua indipendenza è stata attribuita da molti ad una tradizione
gallicana.
(n.d.r. Il Gallicanesimo era un movimento francese di resistenza
all’autorità papale. Vi erano due aspetti del Gallicanesimo, regale ed
ecclesiastico. Il primo affermava i diritti del Monarca francese sulla Chiesa
cattolica francese; il secondo affermava i diritti dei concili generali sul
papa. Ambedue furono condannati come eresie dal primo Concilio Vaticano, nel
1870).
Al contrario, io sono completamente romano e niente affatto gallicano. Sono per
il papa come successore di San Pietro a Roma. Tutti noi chiediamo che il Papa
sia, infatti, il successore di S. Pietro, non il successore di J. J. Rousseau,
dei Massoni, degli umanisti, dei modernisti e dei liberali.
Dal momento che lei ha detto che queste idee sono state ampiamente
diffuse e accettate in tutto il mondo, anche all'interno della Chiesa, non
crede di caricarsi di un fardello troppo pesante? Come pensa
Confido nel Nostro Dio il Salvatore. I preti della Fraternità San Pio X hanno
fiducia in Nostro Signore e non ho dubbi che Dio abbia ispirato tutti noi.
Tutti coloro che lottano per la vera Fede hanno il pieno sostegno di Dio.
Naturalmente, rispetto al “Golia” liberale, noi siamo un ben piccolo “Davide”.
Io potrei morire domani, ma Dio sta permettendomi di vivere un poco più a
lungo, permettendomi di aiutare gli altri nella lotta per la vera Fede. È già
accaduto nella Chiesa. I veri cattolici hanno dovuto adoperarsi per la
sopravvivenza della Fede, pena l’obbrobrio generale e la persecuzione di coloro
che fingevano di essere cattolici. È il misero prezzo da pagare per essere
dalla parte di Gesù Cristo.
Quando è accaduto ciò?
E’ successo con il primo Papa! San Pietro stava conducendo i fedeli in errore
con il suo cattivo esempio di seguire le prescrizioni mosaiche. San Paolo
rifiutò di obbedire a questo errore e si oppose a lui. San Paolo fu umilmente
ascoltato, e San Pietro tornò sui suoi passi. (Galati II).
Nel quarto secolo, S. Atanasio si rifiutò di obbedire agli ordini di Papa
Liberio. A quel tempo,
Egli fu attaccato spietatamente dalla gerarchia. Fu sospeso. Quando si rifiutò
di sottomettersi, fu scomunicato. Infine l'opposizione all'eresia montò di
colpo, e alla morte di Papa Liberio, un nuovo papa occupò il posto di S.
Pietro. Egli riconobbe che
Nel settimo secolo, Papa Onorio favorì l'eresia monotelita, con la proposizione
che Gesù Cristo non possedeva una volontà umana e di conseguenza non era vero
uomo. Molti cattolici che conoscevano la dottrina della Chiesa rifiutarono di
accettare ciò e fecero tutto il possibile per fermare la diffusione di questa
eresia.
Il Concilio di Costantinopoli condannò Onorio nel 681 e lo anatemizzò. Vi sono
molti altri esempi di questo tipo, in cui i veri cattolici si opposero
fermamente contro un’apparente maggioranza schiacciante, pur di non distruggere
o cambiare
Io non tengo in considerazione la disparità schiacciante. Uno degli obiettivi
principali della nostra Fraternità è quello di ordinare sacerdoti, veri
sacerdoti, in modo che il Sacrificio della Messa continui; in modo che
Perché pensa che non ci saranno più preti?
Perché i seminari di oggi non stanno insegnando nulla per la formazione di un
sacerdote; loro insegnano la psicologia liberale, la sociologia, l'umanesimo,
il modernismo e molte altre scienze e semi-scienze che sono contrarie alla
dottrina cattolica o non hanno niente a che fare con gli insegnamenti della
Chiesa o con quello che dovrebbe sapere un prete. Per quanto riguarda gli
insegnamenti cattolici, difficilmente vengono insegnati nei seminari di oggi.
Cosa viene insegnato nei seminari di oggi?
Per esempio, in un seminario di New York i professori di teologia stanno
insegnando ai seminaristi che “Gesù non vide chiaramente quello che sarebbe
stato il risultato della Sua morte di Croce”; che: “Nessuno è così
completamente coerente da non dire qualcosa che risulti in disaccordo con ciò
che ha detto in passato. Questo vale anche per Gesù”; che “Giuseppe potrebbe
essere stato il padre naturale di Cristo”; e un altro professore insegna che:
“Uno psichiatra raccomanda le relazioni sessuali ed extramatrimoniali come una
cura per l’impotenza, io sono aperto in questo campo e non chiuso alla
possibilità”.
Queste asserzioni sono documentate e registrate?
Sì.
Sono state portate all'attenzione della gerarchia?
In numerose occasioni.
La gerarchia ha fatto qualcosa per porre fine a questi e simili
insegnamenti?
Non che io sappia.
Si sente mai solo e isolato?
Come posso sentirmi isolato quando sono in comunione con 262 papi e l’intera
Fede cattolica? Se si intende solo fra gli altri vescovi, la risposta è no .
Difficilmente passa giorno che io [non] riceva comunicazione da vescovi, preti,
laici di diverse parti del mondo che mi esprimono appoggio e incoraggiamento.
Perché non si espongono pubblicamente e la sostengono?
Come ho già detto in precedenza, molti (vescovi) vogliono tenere il loro posto,
in modo da essere in una posizione utile per fare qualcosa qualora dovesse
sorgere l’occasione.
La sua posizione la divide ulteriormente dalle altre confessioni
cristiane?
Niente affatto. Solo cinque giorni fa, dei capi ortodossi sono venuti a
trovarmi per esprimere il loro appoggio per la nostra posizione.
Perché dovrebbero esprimere appoggio quando invece lei dice che lei ha
ragione e loro hanno torto?
È proprio perché la mia posizione è chiara che mi sostengono. Molte altre
confessioni cristiane hanno sempre guardato a Roma come ad una sorta di ancora
stabilizzante in un mondo tumultuoso. Loro sentivano che qualunque cosa accadesse
Roma era sempre là, eterna, immutabile. Questa presenza dava loro conforto e
fiducia.
Ancora più sorprendenti sono i leader islamici che si sono congratulati
vivamente con me per la mia posizione, anche se loro sanno perfettamente che io
non accetto la loro religione.
La carità cristiana non tenterebbe di evitare di indurire le differenze e
divisioni che potrebbero essere appianate?
Le differenze e le divisioni fanno parte di questo mondo. L'unità della Chiesa
può essere acquisita soltanto con l’esempio e il costante impegno per la nostra
Fede cattolica. La carità comincia con la fedeltà alla propria Fede.
Che cosa le fa credere che un numero significativo di ortodossi,
protestanti o musulmani la sostengano?
A parte i contatti diretti, i frequenti contatti che queste persone hanno avuto
con me; vi è stato, per esempio, un ampio sondaggio condotto da un noto
giornale di Parigi, e sono stati interrogati i membri di queste varie
confessioni. Il risultato è stato che, lungi dal trovare la nostra fede offensiva
o minacciosa per loro, ammiravano la posizione chiara che stiamo mantenendo.
Al contrario essi mostrano disprezzo assoluto per tutti quei cattolici liberali
che stanno tentando di fare un miscuglio della nostra Fede cattolica e della
loro religione.
Il Papa non l' ha invitata a riconciliarsi? Ha accettato questo invito?
Ho chiesto di vedere il Papa lo scorso agosto. Il Papa ha rifiutato, a meno che
non avessi firmato una dichiarazione di accettare incondizionatamente tutte le
risoluzioni del Concilio Vaticano II (n.d.r.: gli è stato anche chiesto di
accettare tutti gli “orientamenti” post-conciliari). Mi piacerebbe molto
vedere il Papa, ma non posso firmare risoluzioni che spianano la strada alla
distruzione della Chiesa. (n.d.r.:, più tardi, in quello stesso anno,
all'Arcivescovo è stato accordata una breve udienza col nuovo Papa, Giovanni
Paolo II).
Come si può essere fedeli alla Chiesa e disubbidienti al Papa?
Si deve capire il significato dell'obbedienza e si deve distinguere tra
l'obbedienza cieca e la virtù dell'obbedienza. L'obbedienza indiscriminata è in
realtà un peccato contro la virtù dell'obbedienza.
Quindi noi disubbidiamo al fine di praticare la virtù dell'obbedienza,
piuttosto che sottometterci a comandi illeciti contrari agli insegnamenti
morali cattolici; tutto ciò che ciascuno deve fare è consultare qualsiasi libro
di teologia cattolica per comprendere che noi non stiamo peccando contro la
virtù dell'obbedienza.
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