La creazione degli Angeli ha avuto luogo all'inizio, cioè in quel momento primordiale in
cui Dio, uscendo dal suo riposo eterno, ha fatto un atto da Creatore. Essa è
verosimilmente coincisa con la creazione della materia caotica, dei primi
elementi del mondo. E' quello che ci fa capire il Concilio del Laterano. Abituati come siamo alle lenti formazioni,
noi non possiamo concepire quello che fu questa creazione istantanea di miriadi
di spiriti angelici che il raggio divino riempiva creandoli, e che fin dalla
loro apparizione formarono un coro immenso di lode del Dio Eterno. Questa
moltitudine di Spiriti non era un turbinio di esseri
immateriali dispersi confusamente in uno spazio infinito. Il mondo angelico apparve fin dall'inizio organizzato, uscì dal nulla
schierato come un esercito in un ordine ammirevole. Queste pure intelligenze
erano distribuite in tre Gerarchie, che a loro volta erano divise in tre Cori.
... comunicava alla media, e
la media all'inferiore la sovrabbondanza dei benefici
divini. Ed i nove Cori, come nove mondi di luce
inglobati in una sfera immensa, gravitavano intorno ad uno stesso centro che
altri non era che Dio stesso.
Ritornerò in seguito su
questa distribuzione degli Angeli in Cori ed in Gerarchie. Per il momento
rendiamoci conto dello stato nel quale si trovavano queste magnifiche creature
nel momento in cui Dio le fece uscire dal nulla.
Esse erano perfette secondo
la natura. Esse avevano la gioia innata delle loro potenti facoltà. Esse si
conobbero le une le altre con una penetrazione reciproca. Esse conobbero Dio,
non nell'impenetrabile mistero della sua essenza, ma nelle sue
gloriose qualità di Spirito Creatore ed Immortale. I loro sguardi squarciarono
il velo della creazione materiale, e ne colsero, nel raggio divino che la porta
e che la feconda, le leggi ordinatrici piene di saggezza. In una parola nulla
sfugge all'occhio di questi spiriti; ed un istante basta loro per prendere
possesso del mondo intellettuale che era il loro elemento.
Nello stesso tempo la loro
volontà provò uno slancio ugualmente magnifico. Essa trasalì in Dio col
movimento stesso che la portava verso la gioia. Essa l'adorò in se stesso e
nelle sue opere. Questo primo slancio era un seguito
dell'Atto Creatore; esso fu buono ma non meritorio; perché risultava
dall'impulso di Dio Creatore e non da una determinazione libera della creatura.
Sarebbe stata cosa da poco
per l'Angelo essere creato nella perfezione delle sua facoltà
naturali, se non fosse stato elevato allo stato di grazia. Il Creatore
si degnò di dare questa pillola di perfezione suprema alla prima ed alla più bell'opera delle sue mani. "Contemporaneamente, dice Sant'Agostino, la natura Angelica fu creata e la grazia fu
sparsa negli Spiriti angelici". Essi erano fatti per una beatitudine
soprannaturale: fin dal primo momento della loro esistenza, essi furono messi
in via di pervenire a questa beatitudine, che consiste nella visione intuitiva
di Dio. Se questa visione è al di sopra delle facoltà
naturali dell'Angelo.
Non più dell'uomo, egli non
poteva passare il velo dove Dio si nasconde che per il
movimento soprannaturale della grazia. Gli occorrevano, così come a noi, le
virtù gratuite di fede, di speranza e di carità, senza le quali nessuna
creatura può aspirare e pretendere la gloria del
cielo.
Dio diede dunque agli Spiriti
angelici, creandoli, la grazia; diede loro le virtù soprannaturali che ne sono
la risultante necessaria. Depose in essi questo seme
di gloria e di beatitudine. Li mise in relazione d'amicizia con se stesso.
Quello che fu l'infusione
della grazia in questi puri Spiriti, è impossibile anche concepirlo. Non
trovando in essi alcun ostacolo, penetrando
liberamente in queste nature diafane, essa si sparse dal centro del loro essere
nelle loro nobili facoltà come un fiume di splendori. Riferendosi a questa infusione di vita soprannaturale, Sant'Agostino
ha detto degli angeli questa bella parola: "Subito fatti, furono fatti
luce - Ut facti sunt, lux facti sunt". Perché la prima
luce s'era inclinata in questi Spiriti come il raggio del sole in un diamante,
essa ne aveva fatto tanti focolari di luce.
Essi non
gioivano della visione di Dio; ma erano come piombati nell'ombra luminosa dove
Egli si nasconde; essi lo conoscevano per fede, nel mistero della Trinità delle
Persone, con una chiaroveggenza che noi non abbiamo. Essi non possedevano Dio; e tuttavia Dio sedeva in essi come sul trono dall'alto del quale egli presiedeva al
resto della creazione.
Essi non erano ancora nel
cielo definitivo che è il luogo proprio della visione
divina ed il soggiorno dei beati; ma erano in un paradiso spirituale che ne è
il vestibolo. E' nelle delizie di questo paradiso che il profeta ci dipinge
Lucifero prima del suo peccato. "Tu eri il sigillo della rassomiglianza di
Dio, tu eri pieno di saggezza e perfetto in bellezza;
tu ti trovavi nelle delizie del paradiso di Dio; il tuo abito era arricchito di
ogni tipo di pietre preziose: Tu eri come un Cherubino che distende le sue ali
per coprire il propiziatorio, io ti avevo stabilito sulla montagna santa, tu
marciavi in mezzo alle pietre preziose della
creazione, fino a che l'iniquità non fu trovata in te" (Ez.28,12-15).
di Don Marcello Stanzione